Settembre 2013 – LA CARPENTERIA PESANTE SI SPOSTA ALL’ESTERO

(EXPORT CARLO MAZZON, BRUNO DE PIN E GIANBATTISTA BIT)
Non riscontrando terreno fertile in Italia, il comparto delle grandi strutture metalliche si sta spostando sempre più all’estero. Ne parlano Carlo Mazzon, Bruno De Pin e Gianbattista Bit.

fotoRipresa lontana per le costruzioni. Il settore si avvia, dopo l’estate, ad affrontare l’ultimo scampolo del 2013 con poche prospettive rosee per il futuro. Sebbene il Governo continui a pronosticare un primo accenno di ripartenza per la fine dell’anno, l’edilizia continua ad arrancare. Lo dicono dati congiunturali dell’Ance, dei produttori di cemento dell’Aitec, dei laterizi di Andil, delle macchine per il movimento terra di Unacea e i bilanci delle grandi aziende del settore.
Resta a galla, ovunque, solo chi lavora all’estero. Ed è proprio questa la strada che hanno deciso di percorrere Carlo Mazzon, Bruno De Pin e Gianbattista Bit a capo della C.m.t., azienda di riferimento nel comparto della carpenteria
pesante. «Nel corso del 2012 – spiegano i tre titolari – si è verificato per la nostra azienda un sensibile aumento di lavoro e una conseguente crescita del fatturato. Nel 2013 contiamo di chiudere con un’ulteriore crescita del 20 per cento rispetto al 2012. La chiave della svolta sta tutta nell’aver saputo cogliere e sfruttare i canali commerciali esteri. Siamo infatti attualmente molto presenti in Europa Centrale e in Africa e questo ha portato le esportazioni dell’azienda al 95 per cento della produzione».
Una scelta, quella di rivolgersi all’estero, che deriva dalla forte contrazione del mercato interno. «Per anni – spiega Mazzon – siamo stati partner di grandi aziende nell’esecuzione di commesse complesse. Negli ultimi tempi abbiamo avvertito la necessità di specializzarci ulteriormente per rimanere al passo con il ritmo imposto dal mercato e per riuscire a puntare ai mercati extra-nazionali». Dalla spinta data da nuove sfide e nuovi progetti sono nate anche le più grandi innovazioni a livello industriale. «Oggi – prosegue De Pin – siamo all’avanguardia nella realizzazione di tralicci per l’alta tensione, di strutture metalliche per impianti eolici e di strutture per gli impianti di risalita come funivie e cabinovie. In quest’ultimo ambito, alcune opere realizzate sono la Corvatsch-St.Moritz e l’impianto di risalita Sella Nevea. In ambito civile, abbiamo invece partecipato ai lavori di ricostruzione dell’Aquila e alla realizzazione della Torre Aquileia a Jesolo». Naturalmente nelle grandi strutture metalliche destinate al comparto edile e delle infrastrutture non si può prescindere da un elevato livello qualitativo dei materiali. «Inoltre – aggiunge Bit –, uno scrupoloso monitoraggio, in tempo reale, dello stato della commessa, dagli acquisti alle fasi progettuali ai diversi iter produttivi e relativi all’aspetto logistico, hanno reso possibile il rispetto della tempistica e delle specifiche contrattuali. Un altro accorgimento che permette di ottimizzare i costi e le procedure è rappresentato dalla parcellizzazione della struttura in pezzi elemento pronti da montare».  fatturatoParticolare cura è stata rivolta anche allo svolgimento delle mansioni legate all’operatività di cantiere, nell’ambito della quale è sempre stata posta in primo piano la sicurezza. «Per questo ci affidiamo a squadre esperte e fidelizzate da un rapporto ormai decennale, con le quali i meccanismi e le sinergie sono ormai consolidati, a tutto vantaggio dell’affidabilità». Per quanto riguarda il futuro i tre imprenditori intendono sfruttare sempre di più le possibilità che possono crearsi dai mercati emergenti.
«Le infrastrutture viarie dei paesi emergenti offrono attualmente interessanti opportunità che intendiamo cogliere per riuscire a mantenere il trend positivo intrapreso dall’anno scorso».